"Sono del parere di tuo padre.
Non voglio rimare con te, voglio andarmene."
Lui ha udito, le risponde emergendo dal sonno:
"Puoi dire quello che ti pare, me ne infischio",
aggiunge, "non serve a niente mentire."
Non fa un gesto. Lei rimane lontana. E' sveglio.
Si guardano.
Lei si stacca dalla porta, va verso la fontana, si solleva,
va a sdraiarsi sotto la doccia nella vasca.
Lei gli parla, gli dice che l'ama per sempre.
Crede che lo amerà per tutta la vita.
Che anche per lui sarà lo stesso.
Che si sono rovinati tutti e due, per sempre.
Lui non risponde, come se non avesse sentito.
Lei gli è tornata vicino.
Si è seduta nella poltrona di vimini vicino alla vasca.
"Il primo giorno ho saputo che tu avevi paura. Di cosa non lo sapevo.
Tuttora non lo so. Non so come dire... paura della morte...
e anche di vivere, di vivere una vita che un giorno morirà,
di saperlo di continuo... paura anche di non amare forse...
di non dimenticare mai che... non so dirlo..."
"Non vuoi dirlo..."
"E' vero, non voglio."
Silenzio.
"Nessuno sa dirlo."
"E' vero."
"Secondo te, di aver questa paura non lo so?"
Silenzio. La bambina riflette.
"No. Non lo sai fino a che punto hai paura..."
Silenzio. Lei lo guarda come se lo conoscesse in quel momento. Dice:
"Voglio ricordarmi tutto di te, per sempre",
aggiunge, "di te che non sai niente su di te..."
(Marguerite Duras)
2011/01/13
L'amante della Cina del Nord
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento