Difronte alla vita un sonnolento torpore avvolge i miei sensi
e mi sembra di scorgerti, da qualche parte,
in un angolo di quest'esistenza
mentre tu ancora quasi respiri
e il tuo corpo innegabilmente ti appartiene.
Con lo stesso odore e il volto addormentato,
come fossi morto oggi o dovessi venir meno domani.
Così ho sognato la vita,
mentre tu diventavi la visione completa di tutto ciò che ho perduto.
Oggi i miei pensieri hanno il colore della cenere.
Come un mare immoto sotto ad un cielo plumbeo non emettono suoni,
sono dispersi ai miei piedi, mentre io resto vuota
e mi volto ancora verso di te. Senza più vederti o poterti sentire.
C'è una nebbia di nicotina, i capelli di un altro
e mostri terribili. Grasso di scorpioni.
Sangue d'agnello e innocenti. Noi, decapitati agli angoli di casa mia.
Oggi è terribile, potrei gassarmi ovunque, impiccarmi.
Tagliarmi le vene nel cesso di un bar,
una scuola. Quello di casa mia. Di casa tua.
Oggi è buona qualunque cosa, in qualsiasi modo,
ma un maggio di quattordici anni fa
noi non sapevamo dove andare a morire.
Non sapevamo come e in che modo si arriva a oggi:
Perdendo tutto, attraversando solo vie devastate.
2011/09/01
Gli angoli di casa mia
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento