2011/09/09

Non bisogna farsi ingannare, questo non è comunicare

Non riesco più a comunicare.

E' diventato difficile anche condividere le cose esterne. Musica, libri,

disegni.

Forse ho perso da qualche parte anche il valore della scrittura e

mi dedico solo ad attività estranianti.

Il mondo è una landa desolata troppo popolosa, vorrei parlare de

"la popolazione sbagliata", ma ormai anche questo non ha più senso.

Sono io la popolazione sbagliata, lo sono nella misura in cui ho mancato

le mie possibilità d'integrazione. Totalmente.

Mi manca la percezione dello scorrere del tempo. Mi è sempre mancata...


Erano anni che non ci pensavo, avevo liquidato questo quesito perché

privo di senso. Era impossibile rispondervi, a meno che non ci si

volesse aggrappare a cose insensate come Dio o il destino...

Ma: "Perché è dovuto succedere?"

Perché?

Io credo solo nel caso e nella volontà umana e in questo modo vedo

decine di strade alternative. Biforcazioni diverse delle nostre vite, mentre

io mi sento orribilmente, disperatamente e irrimediabilmente

in quella sbagliata!

Il senno di poi si è fottuto il mio cervello. La mia vita intera.


S è morto. Morto da sempre e io non so lasciarlo in pace. Ho la delirante

pretesa che sia lui a voler così, ma i morti non vogliono niente.

Una volta una persona mi ha chiesto se avessi preso parte al funerale,

quella domanda ha un valore profondo. Avrei dovuto, perché io non

l'ho mai seppellito e ormai non potrò farlo mai più. Di lui non resta

assolutamente niente.

C'è una pietra dall'altra parte del mondo, sotto quella pietra

un mucchietto di cenere e c'è un buco nel mio cuore, nella mia vita,

nel mio cervello. Un buco pieno di quella cenere.

1 commenti:

  1. Amo quello che scrivi. Perché ne sto morendo.

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